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domenica 31 maggio 2026

una ninna nanna moderna - recensione di Il grande libro dei pisolini di G. Zoboli e S. Mulazzani

        È un albo che non possiede una storia lineare nel senso classico bensì un inventario poetico del riposo di tutte le creature, animali e uomini. Attraverso una serie di quadri in rima, infatti, il libro esplora il momento dell'addormentamento di diversi esseri viventi, mescolando il domestico con l'esotico. Per esempio, si passa dal «gallo e la gallina» che cadono in sonno, al «delfino» e al «tonno» immersi nel loro elemento (l'acqua), fino a immagini surreali come il coccodrillo che conta le pecore o la farfalla in camicia da notte.

        La struttura è iterativa, cioè ogni doppia pagina presenta una variazione del tema del sonno, culminando in un finale che riporta l'attenzione al bambino umano circondato da «morbide sponde», chiudendo il cerchio tra il mondo animale e quello affettivo del piccolo lettore.

        La forza del libro risiede nella perfetta fusione tra testo e immagine, creando un'opera che funziona su due livelli sensoriali: l'udito e la vista.

     Per quanto riguarda la musicalità, infatti, Giovanna Zoboli ha costruito una partitura metrica impeccabile. I versi, prevalentemente ottonari a rima baciata, creano una cadenza ipnotica, simile al battito cardiaco o al respiro calmo di chi dorme. La lettura ad alta voce impone naturalmente un tono sussurrato. Versi come «Nel sonno scivola lento il serpente / riposa il pesce nella corrente» non sono solo descrittivi ma onomatopeici nel loro scorrere liquido.

            Sul fronte delle illustrazioni, Simona Mulazzani compie un miracolo visivo bilanciando il pondus (il peso fisico dell'abbandono al sonno) con la leggerezza onirica. Gli animali sono rappresentati nella pesantezza rilassata delle loro membra (le zampe a penzoloni del leone, il corpo massiccio dell'orso sotto il piumone) ma sono circondati da un ambiente che fluttua. I dettagli decorativi – le frange delle coperte, le trame dei pigiami, le lampade a forma di luna – riempiono lo spazio senza affollarlo, offrendo all'occhio del bambino appigli sicuri e ripetitivi su cui riposare lo sguardo. I colori, giocati sulle terre (ocra, verde) e sui toni notturni ma non cupi (blu, bianco), sono "pacificanti".

        Il genere, va da sè, è quello tradizionale delle Bedtime Stories (storie della buonanotte). Probabilmente in dialogo con il classico americano Buonanotte Luna di Margaret Wise Brown, anche qui c'è un inventario rassicurante del mondo prima di chiudere gli occhi. Tuttavia, se in Buonanotte Luna si saluta il mondo oggettivo della stanza, Zoboli e Mulazzani spalancano la stanza sul mondo onirico e naturale. Per i testi non è da escludersi un richiamo, un'ispirazione, alla figura di Bruno Tognolini, specie sulla capacità di usare la filastrocca non come esercizio di stile ma come "incantesimo" sonoro che agisce sul corpo del bambino. Sul collegamento uomo-natura e animali, invece, l'albo si inserisce nel filone nel quale opera anche Leo Lionni: la natura e gli animali sono specchio delle emozioni umane e vengono quindi trattati con una delicatezza grafica che non banalizza mai l'animale a caricatura di sè stesso.

        Come si evince dal genere, il contributo fondamentale di questo libro va oltre la letteratura e tenta di entrare nella sfera della cura e della propriocezione. La lettura di questo testo, similmente a quanto già visto con A fior di pelle, diventa un'estensione del tatto. La pelle è il primo organo con cui il neonato conosce il mondo e la voce della madre o padre che legge questi versi agisce come una carezza sonora. Il libro favorisce, quindi, la consapevolezza corporea: nominare animali che "pesano" sui cuscini, che si "arrotolano", che stanno "sotto" o "sopra", aiuta il bambino a percepire i confini del proprio corpo nello spazio (propriocezione), un processo cruciale nei primi 2 anni di vita. Le parole qui servono a contenere, definire e a calmare.

        Per concludere, è un testo "dolce e moderno", colto ma accessibile e dove la rima non è mai banale e l'immagine non è mai solo decoro. Non è semplicemente un libro per far dormire ma un albo sul dormire che insegna la bellezza dell'abbandono fiducioso. È quindi adatto a quei genitori (o nonni!) in cerca di un rituale della nanna di alta qualità letteraria o educatori del nido per i momenti di rilassamento.

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