- L'inventario (potremmo dire: il mondo di giorno): il narratore elenca ciò che c'è nella stanza. "C'è un rosso palloncino", "tre piccoli orsi seduti in poltrona", "una mucca che salta e scavalca la luna" (citazione della filastrocca inglese Hey Diddle Diddle), "due gattini", "una ciotola col budino" e una "vecchia signora azzurra" (la nonna/governante) che sussurra "Zitto bambino".
- Il commiato, cioè il passaggio alla notte: è una sezione lunga, una ipnotica litania di saluti. Il coniglietto dice buonanotte a ogni singolo oggetto nominato prima. "Buonanotte stanza, buonanotte luna, buonanotte mucca bianca...". Lo snodo è il progressivo oscurarsi della stanza (visibile nelle illustrazioni) e il rallentare del ritmo, fino al saluto finale alle stelle e all'aria, ossia quando "le cose stanno zitte".
Il merito formale dell'opera è quello di ribadire l'importanza del qui ed ora; Margaret Wise Brown, non a caso, è considerata la pioniera dello stile here and now e crede che i bambini piccoli siano interessati alla realtà quotidiana e tangibile ben più che alle fiabe lontane. Il libro, muovendosi in questa direzione, è de facto un catalogo rassicurante del reale.
Il testo è scritto in rima (magistralmente resa in italiano da Bruno Tognolini). È una ninna nanna verbale perché la ripetizione di "Buonanotte..." funziona come un mantra che induce il rilassamento. Infine, le immagini alternano tavole a colori (la stanza intera) a dettagli in bianco e nero (i singoli oggetti). Un dettaglio geniale è il passaggio del tempo: se si osserva l'orologio sul camino nelle varie pagine, si vede che le lancette si muovono davvero e la luna fuori dalla finestra sale sempre più in alto nel cielo.
Seppur diverso per energia, questo libro ricorda - per l'uso della ripetizione onomatopeica e del ritmo per coinvolgere il bambino - A caccia dell'orso di Michael Rosen, anche se lì è un'avventura motoria mentre qui è statica.
Infine, ho iniziato la recensione definendo il volume della Wise Brown come un classico. La definizione è corretta perché molti libri più recenti (come Llama Llama Red Pajama) devono il loro impianto a questo capostipite. Buonanotte luna, tuttavia, si differenzia per l'assenza di conflitto: il coniglio non fa i capricci per dormire, semplicemente saluta il mondo.
Per concludere, mi sembra interessante riflettere sul perché questo libro del 1947 sia ancora un best-seller mondiale. Probabilmente tocca qualcosa di davvero universale all'interno del mondo dei bambini. Per un bambino piccolo, infatti, la notte e il sonno rappresentano una separazione (p.e. c'è il distacco dai genitori e dal mondo). Salutare gli oggetti uno a uno non è un gesto banale ma un atto di controllo: dire "Buonanotte sedia" significa confermare che la sedia esiste, è lì, e ci sarà anche domani. Questa pratica, questo rituale, rende la separazione gestibile e questo libro è particolarmente efficace perché offre questa soluzione.
Un altro elemento da prendere in considerazione è che, probabilmente e in virtù del tema trattato, il libro stesso diventa, agli occhi di un bambino, un "oggetto transizionale" (come la copertina di Linus). La sua lettura, insomma, segnala al cervello del bambino che la giornata è finita e può adempiere bene al suo compito di decennio in decennio, nonostante le trasformazioni sociali e tecnologiche.
Insomma, Buonanotte luna è la quintessenza del libro della buonanotte. Potrebbe sembrare datato o strano agli occhi di un adulto (con quei colori saturi di verde e rosso, o il "buonanotte nessuno") ma è scientificamente calibrato sulla mente del bambino prescolare. È un pretesto perfetto per indurre il sonno, trasformando l'ansia del buio in un rituale di saluto affettuoso al proprio piccolo mondo. Target: 6 mesi - 3 anni, quindi Nido e prima infanzia.
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